“Prevenire è meglio che curare”

Ad oggi, quando si parla di ipoacusia, ovvero di calo dell’udito, si associa anche il termine “prevenzione”. Acustica Udinese da tempo sostiene e diffonde la cultura della prevenzione perché salvaguardare l’udito significa anche migliorare l’inserimento della persona nella comunità, preservare la memoria e mantenere l’equilibrio.

Il percorso per prevenire l’ipoacusia inizia dagli anni della crescita cercando sempre di evitare l’esposizione prolungata al rumore. Durante l’adolescenza e in gioventù viene riscontrata la cattiva abitudine di ascoltare la musica ad alti livelli con cuffie o auricolari, convinciamo i nostri giovani che questa pratica può portare danni irreparabili all’udito. Come anche ballare vicino alle casse in discoteca, che, oltre a procurare un calo momentaneo dell’udito della durata solo qualche ora, può portare a ripercussioni permanenti come ronzii e fischi e anche a ipoacusia perenne.

Alcune categorie di lavoratori sono maggiormente esposte ai danni acustici, ad esempio gli operai dei settori metalmeccanico e siderurgico e gli agricoltori, specialmente quelli che guidano trattori senza cabina e cingolati. In Italia vige l’obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione negli ambienti di lavoro con livelli sonori oltre gli 85dB da contrastare con i tappi antirumore, che attutiscono il rumore di circa 20dB, e le cuffie che riducono il suono fino a 40dB. La cosa migliore sarebbe utilizzare entrambi i dispositivi in coppia per renderli più efficaci.

Più in generale, anche se non ci facciamo molto caso, molti contesti della nostra vita quotidiana sono caratterizzati da inquinamento acustico: per strada, a causa di autobus e macchine; in casa, per elettrodomestici come l’aspirapolvere, la lavatrice o la lavastoviglie; e in ufficio, dai telefoni che squillano al vocio continuo delle persone. L’inquinamento acustico incide sia sull’udito sia sulla qualità del sonno con difficoltà nell’addormentarsi, incubi o risvegli continui che rappresentano i segnali di reazione inconscia del nostro corpo. Per difenderci, a volte, basterebbe solo un po’ di buona volontà come usare il clacson solo se davvero necessario, oppure scegliere e utilizzare elettrodomestici silenziosi, ma anche piantare più alberi che aiutano a creare una barriera naturale fonoassorbente.

Un’altra facile prevenzione consiste nell’eliminare i bastoncini di cotone per la pulizia dell’orecchio. Se utilizzati in modo scorretto e nel peggiore dei casi, si può rischiare la perforazione timpanica. Tutti gli specialisti infatti consigliano di pulire le orecchie con semplice acqua e asciugarle con un panno o un fazzoletto.

L’ipoacusia, inoltre, può essere provocata per cause prettamente mediche: malattie come il diabete, l’ipertensione e l’arteriosclerosi creano scompensi anche a livello uditivo. E poi, naturalmente, l’età che, nonostante la prevenzione e uno stato di salute buono o soddisfacente, porta alla diagnosi di ipoacusia.

Prevenire è meglio che curare! Proprio per questo quando si manifestano i primi sintomi di abbassamento di udito è importante consultare subito uno specialista che prescriverà gli esami da fare per capire come procedere. Mai sottovalutare il problema o cercare soluzioni alternative in autonomia; chiedere invece subito l’aiuto e il sostegno a chi può capire, affrontare e risolvere il problema.

E, in tutti i casi, ricordate che c’è un sistema infallibile: effettuare regolarmente la prova dell’udito per controllare lo stato di salute delle orecchie. Da noi, Acustica Udinese, l’esame è gratuito.