Sto invecchiando, perderò l’udito?

La più comune causa di perdita dell’udito è l’invecchiamento, una conseguenza naturale dell’avanzamento dell’età. È una cosa naturale che però non deve essere sottovalutata perché può avere serie conseguenze personali, psicologiche, fisiche e sociali.

I sintomi sono spesso difficili da riconoscere perché, nella maggior parte dei casi, la perdita dell’udito si sviluppa gradualmente:

> Ipoacusia lieve, quando non si sentono i rumori deboli e la comprensione del parlato in un ambiente rumoroso è difficile.

> Ipoacusia moderata, se non si sentono i rumori da deboli a moderatamente forti e la comprensione del parlato diventa difficile se è presente un rumore di fondo.

> Ipoacusia severa, se le conversazioni devono essere fatte a voce alta e se, all’interno di un gruppo, sono possibili solo con un grande sforzo.

> Ipoacusia profonda, quando si sentono solo i rumori molto forti e non è possibile comunicare, nemmeno con grande sforzo, senza un apparecchio acustico.

donna di fronte alla tv

Forse vi riconoscete già in una di queste tipologie, ma proviamo anche a fare un facile test:

– Avete difficoltà nell’udire la televisione e dovete tenere il volume alto?

– Dovete concentrarvi per riuscire a capire quando qualcuno parla e sentite il bisogno di farvi ripetere ciò che hanno detto oppure vi aiutate cercando di leggere il labiale?

– Non sentite quando qualcuno vi chiama da dietro le spalle o da un’altra stanza?

– Non percepite il rumore del campanello di casa e del telefono?

– Avete difficoltà a comunicare in ambienti rumorosi, ad esempio al bar oppure a una festa o in auto?

Se avete risposto affermativamente ad almeno due di queste domande è arrivato il momento di fare un controllo all’udito. Un test facilissimo e, per noi di Acustica Udinese, gratuito.

L’esame audiometrico non è doloroso e non presenta alcuna controindicazione.

L’esame audiometrico tonale si esegue utilizzando un paio di cuffie da appoggiare sulle orecchie.

Il tecnico audioprotesista invia alle cuffie dei suoni e chiede al paziente di fare un cenno di consenso (o di premere un pulsante) non appena percepisce il suono inviato, anche se con intensità bassissima.

È così che il tecnico audioprotesista determina la soglia di minima di udibilità del soggetto e valuta la funzionalità dell’orecchio.

Dopo l’esame vocale vengono eseguiti altri due semplici controlli per valutare la funzionalità dell’orecchio interno: il test della “via ossea” e il test “vocale” per valutare la discriminazione del paziente, cioè non solo a che intensità sente le parole ma anche se le discrimina in modo corretto.

Dopo aver effettuato i test e quindi aver stabilito i valori del vostro udito si può decidere se è il caso di intervenire, e come.

Riconoscere che c’è un problema è il primo passo nel trattamento. Parliamone insieme.